“Rumoroso Silenzio” al teatro Villoresi di Monza

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A.D.ES. (Ass.Amici e Discendenti degli Esuli) – delegazione di Monza-Brianza è lieta di invitare a Monza, il 26 febbraio 2016 al teatro Villoresi, il Teatro Nuovo di Bergamo al suo debutto nazionale con l’opera

Rumoroso Silenzio

la maledizione dell’uomo è che dimentica

L’evento è dedicato alla commemorazione dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati. La rappresentazione teatrale porterà in gesti e in parole le testimonianze e le emozioni vissute da decine di migliaia di civili costretti, a guerra finita, a fuggire dalla loro patria e dalle loro case per scampare all’eccidio perpetrato dalla polizia jugoslava e dai partigiani titini ai danni di ogni persona di etnia italica. La serata del 26 febbraio sarà, a settant’anni dall’inizio di una triste pagina di storia italiana, un modo per stringersi idealmente con le vittime di quel massacro, conservandone la memoria per tramandarla a chi verrà dopo di noi.

Scritto e diretto dal promettente diciottenne Luca Andreini, Rumoroso Silenzio porta in scena una storia di tempo, fuori dal tempo, che parla di identità persa e ricostruita, un perverso nascondimento e senso di riappacificazione con il proprio passato.

Con il contributo di Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus e con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dell’Istituto Regionale della Cultura Istriana.

Cliccando sul link al sito Eventbrite.it sarà possibile prenotare la prevendita dell’imperdibile opera teatrale.

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La voce delle onde – Garbagnate Monastero (LC)

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In occasione del Giorno del Ricordo 2016, in collaborazione con Ad Maiora Leucum :

Venerdi’ 19 febbraio, ore 21

LA VOCE DELLE ONDE

  • Presentazione del libro “Foibe: una storia italiana” a cura dell’ autore Federico Goglio
  • Intervento da parte di Daniele Ponessa presidente dell’ associazione A.D.ES. Delegazione di Monza Brianza

Per ricordare il dramma avvenuto nei territori di Istria, Fiume e Dalmazia in cui vennero uccisi nelle foibe o costretti all’ esodo migliaia di nostri connazionali.

C/O Sala consiliare del Comune di Garbagnate Monastero (LC) in Viale Brianza 10

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“Foibe: io non scordo” a Magenta

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FOIBE‬: IO NON SCORDO

A ‪Magenta‬ mercoledì 17 febbraio una serata per non scordare il dramma delle foibe e dell’esodo

Mercoledì 17 febbraio presso Casa Giacobbe alle ore 21,00 si terrà la serata Foibe: io non scordo, organizzata da A.D.ES. – Associazione Amici e Discendenti degli Esuli Giuliani, Istriani, Fiumani, Dalmati, in concomitanza con le celebrazioni del Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, ricorrenza istituita dalla Repubblica italiana nella data del 10 febbraio proprio “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale” (come afferma la stessa legge istitutiva).

Durante la serata interverranno DANIELE PONESSA, delegato monzese A.D.ES., lo storico e giornalista LUCIANO GARIBALDI autore di numerosi saggi di carattere storiografico tra cui – insieme a Rossana Mondoni – “Foibe: un conto aperto. Il testamento di Licia Cossetto” e TITO LUCILIO SIDARI, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia – Vicesindaco del Libero Comune di Pola in esilio, che porterà la propria testimonianza diretta dei tragici fatti che colpirono le popolazioni giuliano dalmate tra il 1943 e il secondo dopoguerra.

L’iniziativa reca il patrocinio gratuito del Comune di Magenta, e ad aprire il convegno saranno i saluti del Sindaco Dott. Gianmarco Invernizzi.

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“Esodo e Foibe: la storia dimenticata” a Firenze

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Ecco il programma per il Giorno del Ricordo in Regione Toscana, mercoledì 10 Febbraio 2016, ore 17:30 presso il SALONE DELLE FESTE, Palazzo Bastogi, Via Cavour 18 a Firenze.

A.D.ES. (Associazione degli Amici e Discendenti degli Esuli) in collaborazione con il Gruppo Consiliare in Regione Toscana Lega Nord, e con la partecipazione dell’A.N.V.G.D. (Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia) presentano:

ESODO E FOIBE: LA STORIA DIMENTICATA

Porteranno i saluti e introdurranno:
  • Manuel Vescovi – Capogruppo Lega Nord Regione Toscana
  • Jacopo Alberti – Consigliere Regionale Lega Nord

Interverranno:

  • Domenico Del Nero – Giornalista e Presidente Progetto Firenze Dinamo
  • Guido Brazzoduro – Presidente dei Fiumani in Esilio

Concerto del Ricordo

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Ades Monza-Brianza organizza, sabato 28 febbraio, il “Concerto del ricordo”, dedicato alla commemorazione dei martiri delle foibe e degli esodati istriani, giuliani e dalmati. Per tutta la serata, la musica alternativa di oggi e di ieri porterà in note e in parole le testimonianze e le emozioni vissute da decine di migliaia di civili costretti, a guerra finita, a fuggire dalla loro patria e dalle loro case per scampare all’eccidio perpetrato dalla polizia jugoslava e dai partigiani titini ai danni di ogni persona di etnia italica. L’evento sarà, a settant’anni dall’inizio di quella triste pagina di storia italiana, un modo per stringersi idealmente con le vittime di quel massacro, conservandone la memoria per tramandarla a chi verrà dopo di noi.
Da oggi sarà aperta la prevendita che si potrà effettuare on line a questa pagina. Per info su prenotazioni è attiva la mail giornodelricordo@lealta-azione.it.

Concerto del Ricordo

Garbagnate: ”la voce delle onde”, una serata di testimonianze sull’esodo istriano

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Una serata per tornare a riflettere sul dramma dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati e delle vittime delle foibe. La giornata del ricordo, che ricorre il 10 febbraio, è stata istituita con la legge n.92 del 30 marzo 2004 per rievocare questo triste avvenimento delle pagine di storia italiana. A Garbagnate Monastero nella serata di mercoledì 18 febbraio è stato organizzato ‘La voce delle onde’, un incontro di approfondimento sul tema presso la sala consiliare. Appese al lungo tavolo spiccavano, accanto al tricolore, le bandiere istriane, fiumane e dalmate a ricordare l’origine italiana di questi popoli.

Da sinistra Roberto Stanzone, Giuseppe Lentini, Daniele Ponessa,
il sindaco Sergio Ravasi e il consigliere Fabrizio Simone

Dopo i saluti del consigliere Fabrizio Simone che ha curato l’organizzazione della serata, la parola è passata al sindaco Sergio Ravasi. “Sono contento che la sala sia piena perché significa che quello che é successo é sentito, nonostante per 60 anni non si sia mai parlato di questo avvenimento. E’ doveroso che questi eventi siano raccontati non solo ai ‘vecchi’ ai giovani in modo che siano da monito per il futuro”.
Daniele Ponessa,presidente dell’associazione Ades Monza, si è occupato di fare un cappello storico ricostruendo brevemente la geografia di quei luoghi che anticamente erano terre romane, come dimostra, ad esempio, la presenza di un’arena a Pola.

Verso la fine dell’Ottocento queste terre sono passate sotto il dominio di Venezia e, poi, sotto il regno napoleonico. Con il Congresso di Vienna del 1815 questi luoghi sono stati quindi ceduti agli austriaci, che ne hanno mantenuto il dominio fino allo scoppio della prima guerra mondiale, quando un gruppo di irredentisti ha cominciato a rivendicarne l’identità italiana. Un sentimento mai sopito, quello dell’essere italiani, tanto che al termine della seconda guerra mondiale, quando il trattato di pace di Parigi tra l’Italia e le potenze vincitrici aveva decretato la cessione dell’Istria e di parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia, circa 350 mila esuli si sono separati dalle terre d’origine. “Loro sono stati italiani due volte: la prima per nascita e la seconda per scelta perché non volevano restare slavi” ha commentato Ponessa.

“Nel 1946, quando avevo due anni, sono salito sul piroscafo ‘Toscana’ con la mia famiglia, composta da otto persone. Abbiamo dovuto lasciare tutto e siamo sbarcati a Taranto, dove sia mo stati accolti nelle case di legno. Non avevamo in realtà una casa: si dormiva uno sull’altro, mentre d’estate si dormiva fuori, correndo il rischio di essere morsicati dalle ‘pantegane’. Questo per mesi, poi ci hanno dato una casa popolare di 40 mq. Potete immaginare come si viveva in otto” ha ricordato Giuseppe Lentini, esule di Pola residente a Garbagnate Monastero. “Noi siamo esuli, non profughi. Pensavamo di dover tornare a casa, invece non siamo più tornati. I miei genitori questa cosa l’avevano capita tanto che avevano gettato le chiavi di casa in mare. Non siamo partiti con i soldi, non avevamo niente in tasca. Le poche masserizie che avevamo portato via da Pola, non ci é stato permesso portarle con noi”.

La testimonianza di Lentini ha rievocato l’esperienza attraverso il racconto che ha sentito dalla sua famiglia. “Io e altri miei fratelli siamo giunti qui al nord, ma eravamo visti come estranei eppure avevamo pagato per tutta l’Italia i danni della guerra. Quando siamo arrivati con il treno a Bologna, il capostazione non ha lasciato scendere nessuno, nemmeno le mamme per prendere il latte per i neonati. Venivamo quasi presi per banditi”.

Roberto Stanzione, presidente della comunità lecchese degli esuli giuliano-dalmati e residente a Valmadrera, aveva invece 17 anni al momento dell’allontanamento dalla sua abitazione. Aveva sempre con sé il tricolore perché “la bandiera è il segno che mi ha identificato e formato. Il patriottismo é un senso di amore, attaccamento alla tradizione, cultura, alla famiglia e alla religione. La patria é qualcosa che non vediamo, ma sentiamo se siamo capaci di immedesimarci nei valori che rappresenta. E io sono orgoglioso di essere italiano”.

La serata si è conclusa con la presentazione del fondo Cristian Pertan (un ufficiale dei paracadutisti della folgore di origine istriana) che ha lo scopo di sostenere l’italianità nelle terre di Istria, Quarnaro e Dalmazia raccogliendo libri, nuovi ed usati, per istituire librerie in quei territori dove ancora oggi vivono comunità italiane.
A ricordo di questa giornata, presso la sede della biblioteca comunale è inoltre possibile vedere, fino al 28 febbraio, una mostra fotografica sulla storia del confine orientale organizzata grazie alla collaborazione dell’associazione ‘Militia Como’.

Michela Mauri
Fonte originale: CasateOnline